Al primo post

Eccolo qui, inaspettato fino a poche settimane fa, prendere forma sullo schermo di un vecchio pc che sta per vedere il suo ottavo Natale (il maledetto è tenace, non vuole rassegnarsi all’ultimo scaffale nello sgabuzzino degli orrori). Per alcuni giorni ho anche pensato di non scriverlo, che tanto a nessuno gliene frega nulla del primo post.

La verità è che il mix di passione per la scrittura, nuove idee, entusiasmo, lista delle prime cose da raccontare, oltre alla capiente secchiata di vanità da cui ti lasci sommergere quando decidi di aprire un blog, scompaiono istantaneamente quando ti rendi conto che è il momento di scriverlo davvero. Evitando le banalità (chi ben comincia…). Senza andare fuori tema (dai, non subito almeno). Invogliando il lettore a leggere anche il secondo, per mettergli per un istante il dubbio se fare o meno lo sforzo di salvarti tra i preferiti del suo browser.

Al primo post vengono affidate aspettative importanti. O forse è solo ansia da prestazione. Meno male che è finito. Buona lettura.

Anzi, forse è l’occasione per qualche ringraziamento, sperando non debba trasformarsi troppo in fretta in maledizione. Ringrazio chi mi ha suggerito di scrivere questo blog, ha ascoltato un netto rifiuto, e non ha battuto ciglio poco più tardi sentendomi dire “Ho avuto un’idea, lo scriverò in un blog”. Ringrazio chi ha ideato l’hashtag da cui il blog prende il nome e gli amici “consulenti” tecnici e creativi, ai quali proporrò di sdebitarmi in bottiglia.

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