Per gli uomini è più facile

Breve cronaca del tour propedeutico all’esibizione di un abito piuttosto figo che ospiti distratti dal femminile guarderanno di sfuggita – e ricorderanno di meno – ma che avrà di certo un futuro scintillante nell’ala luxury del tuo armadio, in attesa di una poco probabile occasione futura in cui essere solo al centro dell’attenzione.

Lei ha tagliato il traguardo. L’allenamento è stato lungo, l’eleborazione della tattica complessa, i sopralluoghi numerosi, le personal (fashion) trainer propositive e piagnucolose. Ma alla fine ce l’ha fatta. A questo punto ti dici che puoi di nuovo rilassarti, ritrovare la serenità, dimenticare l’ansia da prestazione che aleggiava in soggiorno, buttare le centinaia di riviste trabordanti di fate in bianco dallo sguardo sognante avvolte in pizzi e lustrini. E invece ti sbagli, perchè ora tocca a te.

Top 5 delle più ascoltate dell’ultimo mese:

  • Ma tanto poi tu lo riusi. (certo, ogni giorno vado al lavoro vestito come alla notte degli Oscar)
  • Tanto lo sposo non lo se lo ricorda nessuno. (che poi la fotografia è roba di fine ‘700)
  • Mi raccomado, niente spille gioiello. (pensavo fossero solo parte della mitologia dandy)
  • Fai attenzione, deve essere coordinato al suo. (per magia, visto che non lo posso certo vedere)
  • Beh…tanto per gli uomini è più facile. (se fosse più difficile, sarei pronto per dirigere la NASA)

E quindi breve ricerca online, scoperta di marchi finora totalmente sconosciuti che sono invece venerati come dei, sguardo stupefatto davanti a hipster senza calzini fieri di indossare giacche damascate viola, progetto di un tour breve e mirato accompagnato da fidato mono consigliere (testimone non pervenuto, ultimi avvistamenti lo davano al Moritzino in Alta Badia. Cominciamo bene).

Prima tappa: la base della cultura. Totale prove: almeno 12. Commessa gentile, sprezzante dell’etichetta da cerimonia, ti ascolta abbastanza, anche se qualche dettaglio kitch prova a vendertelo comunque. Ne resta uno buono, ma intanto hai scoperto tessuti lucidi, collo diplomatico, tight (o morning suit) rivisitato, smoking sciallato, bottone gioiello (avevo appena schivato la spilla).

Seconda tappa: non raccontarmi favole, sono preparatissimo. Totale prove: almeno 6. Commesso all’apparenza cordiale, ti sta sulle palle dopo 3 minuti. Punta tutto sulla spilla gioiello – Se c’è, un motivo ci sarà – dice un po’ arrogante. Non dubito, ma io non sarò vittima di stilisti bizzarri.

Terza tappa: fuggire, fuggire. Commessa che fa la simpatica, avrei dovuto fidarmi della pessima sensazione telefonica. Totale prove: non più di 3. Ok, mi avete fregato con un flyer ben fatto e un sito web under construction. Ma ricordatevi che hanno inventato i social media…tremate, parlerò malissimo di voi.

Quarta tappa (ultima?!): gita in terra “straniera”. La bora prevista da meteo non si manifesta, che sia un buon segno? Commesso discreto, tentativo di venderti abiti anche per testimoni e parenti assenti (fai bene a provarci, è il tuo lavoro). Totale prove: direi 8. Forse ci siamo, in due vanno al ballottaggio. Torno con il testimone (oggi non pervenuto, ultimi avvistamenti lo davano per bacari a Venezia con l’acqua alta. Il bello è che l’ho scelto io).

Per gli uomini è più facile. Sarà, ma il prossimo che me lo dice rischia una reazione violenta.

 

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