aprile 2016

3 Posts Back Home
Showing all posts made in the month of aprile 2016.

L’insostenibile mancanza della t-shirt asciutta in fondo allo zaino

I preparativi (minuziosi). Il primo pensiero va allo scarpone da sci che hai rinchiuso in cantina e per i prossimi 9 mesi non ti farà del male. Il cugino estivo è un tipo amichevole, leggero e con colori limitatamente eccentrici, quasi familiare per quella banale chiusura a lacci con solo un paio di gancetti nella parte alta. Cerca di darsi un tono professional. Poi c’è lo zaino, verde acido, di lui sei molto orgoglioso. L’hai acquistato in un negozio dell’Alto Adige, dove di montagna ne sanno davvero. Sagomato per la schiena, laccetti e tasche nascoste, capienza dichiarata 25 litri. Ti è sempre sembrato piuttosto piccolo, ma nel disperato tentativo di evitare la dissonanza cognitiva data dalla memoria del prezzo, non avrai mai il coraggio di ammetterlo con te stesso. Quello che serve, ci sta. L’avvicinamento (lento). Radunati i partecipanti all’escursione, inizia il trasferimento verso il punto di partenza. Il bagagliaio…

Il Salone del Mobile in 9 pillole

Ieri l’apertura del Salone del Mobile di Milano. Sveglia e caffè, dopo poco stai maledicendo la buona idea di farla in auto quando alle 8.15 si presenta la prima coda da 9 km. Superata, ti fai altri 200 km e poi soggiorni lungamente in tangenziale. Riparti all’improvviso per presentarti freschissimo (è quasi ora di pranzo) agli accessi dei parcheggi fiera. Detto questo, ogni anno ci torno volentieri. Seguono considerazioni disordinate sulla giornata. In un giorno non vedi nemmeno metà degli stand, ma alle 15.45 il mio percepito era “che palle, tutti uguali”. Poi arriva Kartell. Espone oggetti piuttosto kitch, ma pensati da grandi designer. Ha un payoff veramente figo: Talking Minds. E l’allestimento è una bomba (l’immagine di copertina del post per intendersi). Un frigo della Smeg. Prima o poi me lo compro, giuro. Cracco è incazzato anche dal vivo. Electrolux l’ha preso come testimonial e lo showcooking era parecchio…

Helvetica e ossibuchi

Premessa n°1, per gli amici art director & affini: lo so, il logo del Ca’ Landello non è in Helvetica. Ma fidatevi, all’interno del locale è un tripudio. Premessa n°2, per i gourmand: questo post è senza foto. La gola è stata più rapida della fotocamera. I delusi si consolino su giallozafferano, a tutti gli altri consiglio l’esperienza diretta. Due sere fa un amico appassionato di vino e buona cucina mi assicura di aver trovato un buon posto per fermarci a cena. Nulla di strano se non fossimo in una zona desolata di quel Veneto poco glamour che attira le folle solo grazie ad un outlet bordo autostrada. La rinomata Noventa di Piave è lì a un passo. Tra il via vai del casello autostradale e il nulla dei campi d’inverno, compare incomprensibilmente un bel casolare ristrutturato con gusto. L’insegna fuori dice “trattoria”, promette bene. Interno rustico ma curato, bottiglie…

Navigate