Il Salone del Mobile in 9 pillole

Ieri l’apertura del Salone del Mobile di Milano. Sveglia e caffè, dopo poco stai maledicendo la buona idea di farla in auto quando alle 8.15 si presenta la prima coda da 9 km. Superata, ti fai altri 200 km e poi soggiorni lungamente in tangenziale. Riparti all’improvviso per presentarti freschissimo (è quasi ora di pranzo) agli accessi dei parcheggi fiera. Detto questo, ogni anno ci torno volentieri.

Seguono considerazioni disordinate sulla giornata.

  1. In un giorno non vedi nemmeno metà degli stand, ma alle 15.45 il mio percepito era “che palle, tutti uguali”. Poi arriva Kartell. Espone oggetti piuttosto kitch, ma pensati da grandi designer. Ha un payoff veramente figo: Talking Minds. E l’allestimento è una bomba (l’immagine di copertina del post per intendersi).kartell01
  2. Un frigo della Smeg. Prima o poi me lo compro, giuro.smeg
  3. Cracco è incazzato anche dal vivo. Electrolux l’ha preso come testimonial e lo showcooking era parecchio affollato. Nel frattempo sui manifesti all’esterno firmati Franke, brilla un testimonial inaspettato: Bruno Barbieri. Originalità.cracco02
  4. Ho mandato la foto di Cracco alla mia ragazza e ad una collega. In contemporanea entrambe hanno risposto alla chat con 3 cuoricini. Prevedibili.cracco01
  5. Grande abbondanza di verde: piante come non mai. Alberi, cespugli, bonsai, rampicanti e penzolanti, girdinetti e palme. Quelli col braccetto corto le hanno messe in plastica, no comment. Zanotta no, ha pensato di esagerare. Arredo non so, ma piante bellissime.                                                                  zanotta
  6. Moroso, vengo a vedere lo stand ogni anno. Perchè merita sempre, perchè il design è fantastico, per un sano orgoglio local. Quest’anno bello, ma si può fare di più.moroso
  7. Ammetto di essere un fan di Lago. Stand praticamente identico allo scorso anno, ma è cambiato il prodotto centrale. Quel tavolo col piano in maiolica mi serve di sicuro.lago
  8. Edra: non esattamente la poltrona del nonno.edra01
  9. Valcucine: lo dicevo io…diversamente piante.valcucine

Ah già, poi c’è quell’aria di internazionale, creatività, stile e dinamismo che almeno ogni tanto ti fa pensar bene del tuo Paese. E che se vivi in provincia, apprezzi di più.

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