dicembre 2016

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Mordere il tempo (l’anno che fu)

Guardo a quest’anno, lo vedo bello carico. Attendo il prossimo, ci sarà molto da fare. Nel frattempo mi rilasso e scrivo, con ordine casuale. Dicembre, il blog compie 1 anno. Non avrei scommesso sulla mia costanza. Mi sono sposato, azz. Indissolubile è la parola dell’anno. Il prete la pronunciava intimidatorio. È il primo Natale che guardo le foto di New York e posso dire di esserci stato. Soddisfazioni. Devo tornare a Las Vegas. Magari per la crisi dei 40. Ho guidato 3000 km sulle strade della California. E mangiato tonnellate di cheeseburger. Il cibo messicano è fantastico. Dopo il matrimonio si ingrassa. Non è un luogo comune. Ho cambiato lavoro. Cambiare fa bene, i luoghi comuni hanno un fondo di verità. Mi manca il basket. Che poi le mie scarpe son troppo grandi per stare appese al chiodo. Ho scoperto un sacco di nuove osterie e dei cari amici. Insieme,…

Antichi mestieri, nuove tecnologie

Nella mia testa il calzolaio è un signore gentile che lavora in un laboratorio di 5 metri quadrati, indossa un grembiule in pelle pesante, ha braccia magre e sporche di grasso. Lo stesso vale per il viso. Vicino a lui una signora sui 50 anni, ne dimostra 60, è l’addetta alle pubbliche relazioni. Si affaccia al banco, appiccica un pezzetto di scotch di carta sotto alle tue scarpe e ci scrive il nome. Poi, senza grandi complimenti, le butta sopra una delle mensole dietro di lei. Sono almeno 3 ripiani, e corrono lungo tutto il perimetro della stanza. Mi sono sempre chiesto come diavolo facesse a ritrovare le scarpe di ogni cliente in mezzo a decine di paia dello stesso colore, con quale ordine logico avesse organizzato le mensole, sempre che ce ne fosse uno. In effetti a volte il tempo d’attesa durante la sua ricerca poteva diventare importante, ma…

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