filippo

10 Posts Back Home

Karate on the beach

Ankaran è un paesino sloveno di tremila anime. Ci arrivi dopo pochi chilometri dal confine italiano, quando ti affacci sul golfo di Capodistria e finito il paesaggio carsico hai di nuovo modo di vedere il mare. E il porto, e un’interminabile distesa di automobili. Non lo sapevo, il porto di Koper è il secondo terminal automobilistico del Mediterraneo, più grande c’è solo Barcellona. Treni fitti di auto arrivano da Germania ed Est Europa per riempire colorati container destinati a Cina e Sudest asiatico. Automobili, automobili ovunque. Ma se vuoi fare karate sulla spiaggia, guardando le onde e respirando l’aria pulita, Ancarano è il posto perfetto. E così con gli amici del dojo tutto è organizzato alla perfezione, weekend di fine estate che precede il ritorno alla vita vera, confortevoli alloggi al fresco della pineta (qui le info), bagaglio leggero che l’importante è mettere in borsa karategi e cintura. E poi…

Un nuovo linguaggio

Studio da 14 mesi, e finalmente inizio a imparare la grammatica di base. Non scrivo da poco di più, che le lezioni di teoria dei mesi precedenti richiedevano applicazione e costanza. Niente esame con risposte a scelta multipla alla fine, ma rumorosa, travolgente, assoluta immersione in una vita nuova. Christian è nato il 13 giugno 2017, io ho messo una maglietta pulita, al posto del sudato numero 11 sulla schiena recita qualcosa del tipo apprendista padre. La voglia (o il tempo?) di scrivere è tornata da qualche giorno, forse insieme alla consapevolezza che il nome del blog può ritagliarsi ancora un minimo di adeguatezza, dopo un anno in cui avrebbe rischiato il ridicolo associato alla mia faccia stanca e alle folleggianti e insonni serate domestiche in attesa del climax degli intrecci Netflix. Mi ero ripromesso di scrivere degli aneddoti divertenti del nuovo coinquilino, delle emozioni, delle sorprese, delle fatiche e delle…

Del marketing prenatale

Premesse Il prenatale di questo post ha poco a che fare con quello precedente. Ringrazio gli amici hacker che negli ultimi due mesi hanno pensato di usare il mio modesto blog per vendere aggeggi elettronici. Sempre meglio del Viagra. #fuckthehackers Prometto che proverò a non diventare un blogger/padre noioso che racconta solo di come è contento di cambiare abominevoli pannolini ripieni. Sì, sto per diventare padre. Ok, forse non sarà così semplice.  Quello che potrebbe sembrare un post sull’esperienza interiore e profonda attualmente in progress nei 90 mq della mia famiglia, è invece una veloce fotografia di un mondo spregiudicato degno del Gekko di Wall Street, ma fatto di sonagli, passeggini duo/trio/oddio e gadget insospettabili. Il marketing prenatale è strutturato e diabolico. Fatto di sorrisi acqua e sapone e gentilezze in ambienti all’apparenza innocui, è più efficace di quello del food e dell’automotive. Tu comprerai, eccome se comprerai, e lo farai senza nemmeno…

Mordere il tempo (l’anno che fu)

Guardo a quest’anno, lo vedo bello carico. Attendo il prossimo, ci sarà molto da fare. Nel frattempo mi rilasso e scrivo, con ordine casuale. Dicembre, il blog compie 1 anno. Non avrei scommesso sulla mia costanza. Mi sono sposato, azz. Indissolubile è la parola dell’anno. Il prete la pronunciava intimidatorio. È il primo Natale che guardo le foto di New York e posso dire di esserci stato. Soddisfazioni. Devo tornare a Las Vegas. Magari per la crisi dei 40. Ho guidato 3000 km sulle strade della California. E mangiato tonnellate di cheeseburger. Il cibo messicano è fantastico. Dopo il matrimonio si ingrassa. Non è un luogo comune. Ho cambiato lavoro. Cambiare fa bene, i luoghi comuni hanno un fondo di verità. Mi manca il basket. Che poi le mie scarpe son troppo grandi per stare appese al chiodo. Ho scoperto un sacco di nuove osterie e dei cari amici. Insieme,…

Antichi mestieri, nuove tecnologie

Nella mia testa il calzolaio è un signore gentile che lavora in un laboratorio di 5 metri quadrati, indossa un grembiule in pelle pesante, ha braccia magre e sporche di grasso. Lo stesso vale per il viso. Vicino a lui una signora sui 50 anni, ne dimostra 60, è l’addetta alle pubbliche relazioni. Si affaccia al banco, appiccica un pezzetto di scotch di carta sotto alle tue scarpe e ci scrive il nome. Poi, senza grandi complimenti, le butta sopra una delle mensole dietro di lei. Sono almeno 3 ripiani, e corrono lungo tutto il perimetro della stanza. Mi sono sempre chiesto come diavolo facesse a ritrovare le scarpe di ogni cliente in mezzo a decine di paia dello stesso colore, con quale ordine logico avesse organizzato le mensole, sempre che ce ne fosse uno. In effetti a volte il tempo d’attesa durante la sua ricerca poteva diventare importante, ma…

Questione di curve

La prima volta allo stadio avevo 8 anni. Mi ci portò mio padre, stadio Friuli di Udine. Erano le notti magiche di Italia ’90, in campo Spagna e Korea del Sud. La prima non era ancora lo squadrone di oggi, la seconda beh, aveva ampi margini di miglioramento. Vinse la Spagna, ricordo i suoi tifosi che non smisero un attimo di cantare e suonare qualche fila sotto di noi, avevo al collo una sciarpa gialla e rossa di lana che pizzicava da pazzi, con una scritta incomprensibile, Espana. La seconda volta risale alla scorsa settimana. In mezzo tanta, tantissima dedizione allo sport più bello del mondo, quello in cui il pareggio non esiste, il rischio infarto è una costante, gli arbitri sono 3 e da anni usano la prova tv in campo, e nei time out ci sono le cheerleader. Parlo del basket, ovviamente. L’occasione però di vedere la mia Juve,…

Per soli uomini

Ricevo un invito su whatsapp: “la prossima settimana andiamo da Irma, soli uomini”. Posso spiegarti tutto, le cose non sono come sembrano. Impossibile tirarsi indietro. Di cena si tratta, con la partecipazione della ristretta cerchia dei componenti maschi della famiglia. La scelta è di genere, ma più che altro di stomaco. Perché da Irma si mangia forte, solo ed esclusivamente carne chianina, nelle sue molteplici forme. E non si fanno prigionieri. La nostra aveva un nome tipo “Carla”, bestia di 4 anni. L’ho già scritto che non siamo vegani? Infrasettimanale, destinazione Ruscletto, San Vito di Fagagna (UD). Se ci vuoi andare il weekend ti metti in coda come per il mare a Ferragosto. Dal nulla spunta un locale niente male, elegante all’ingresso, più rustico in sala. Il titolare è piuttosto espansivo, ti racconta della mucca, del vino, della sua vita e anche della tua se gliene dai il tempo. Lavora con passione, e il risultato non tarda…

Cambiare è umano

Avvertenza: post breve, intimista e leggermente filosofeggiante. Non dite che non avevo avvisato. In questi giorni me ne hanno dette e scritte tante, ma nessuno accennava all’insonnia. In effetti sto dormendo poco, pensieri in corso impediscono il totale relax notturno. Penso di sapere il perché. A quanto pare cambio lavoro, dopo 5 anni e mezzo e spiccioli. Lascio la struttura che mi ha portato a trasferirmi nella città in cui vivo, in cui ho trovato amore, amici, passioni, casa e alcune buone osterie. Ancora oggi spesso è a loro che faccio riferimento per orientarmi nel centro storico, che le piazze si confondono ma dove il vino è buono te lo ricordi. Sensazioni multiple in questi giorni, un ciclo che si chiude, nostalgia per le persone che lasci, aspettativa e carica per il futuro, gli ovvi punti di domanda. Tante persone mi hanno scritto, ringraziato, dimostrato affetto e stima, in alcuni casi anche inaspettati. Tutte,…

Vette e karate

Week end di fine agosto, montagna friulana, d’inverno sarà la prima ad avere la neve, alta, altissima, candida come ogni neve, ma un po’ meno trendy di quella che cadrà sulle vicine Dolomiti di Veneto e Alto Adige. Il paese si riduce a poche strutture alberghiere, qualche escursionista passa con abbigliamento tecnico impeccabile, i motociclisti si sfogano lungo i tornanti approfittando dei caldi di fine stagione. Inizia qui il mio quarto anno di un percorso fisico e mentale, di crescita, che ha poco a che fare con lo sport, e molto a che fare con le persone. Un viaggio alla ricerca costante del miglioramento, senza giudici oltre a sè stessi, ma che si amplifica quando condiviso con gli altri. Stavolta niente cronometro a scandire emozioni, obiettivi e punteggi, sforzo e riposo. Un volantino ricevuto a casa al momento giusto – ok io i volantini li guardo, deformazione professionale, ma dev’essere…

Scelgo New York.

Se lavori nel mondo della comunicazione passi buona parte del tuo tempo a cercare il modo più originale, veloce ed efficace per suscitare l’effetto WOW nei tuoi clienti. Ti riesce meno del 10% delle volte in cui presenti un progetto, e in tutte hai dedicato pensiero, tempo, regalato sonno, sfiorato furibondi litigi con agguerriti direttori creativi, represso massicce dosi di stress. E poi vedi in chi hai di fronte quella sensazione mix di stupore/assenso/gratitudine/goduria. Emergo dalle scalette della metro che è sera da un po’, sono in viaggio dal mattino. Quando metto piede sulla 57th Street è così che mi sento, davanti alle mille luci di New York di film e romanzi, i grattacieli che ti fanno tirare il collo al cielo, e quella là in fondo che secondo me è Times Square. Ma no figurati. Invece sì. L’ordine di luoghi e avvenimenti nelle righe che seguono è del tutto casuale, frutto della mia scarsa inclinazione a…

Navigate