Ingirocongira

Mordere il tempo (l’anno che fu)

Guardo a quest’anno, lo vedo bello carico. Attendo il prossimo, ci sarà molto da fare. Nel frattempo mi rilasso e scrivo, con ordine casuale. Dicembre, il blog compie 1 anno. Non avrei scommesso sulla mia costanza. Mi sono sposato, azz. Indissolubile è la parola dell’anno. Il prete la pronunciava intimidatorio. È il primo Natale che guardo le foto di New York e posso dire di esserci stato. Soddisfazioni. Devo tornare a Las Vegas. Magari per la crisi dei 40. Ho guidato 3000 km sulle strade della California. E mangiato tonnellate di cheeseburger. Il cibo messicano è fantastico. Dopo il matrimonio si ingrassa. Non è un luogo comune. Ho cambiato lavoro. Cambiare fa bene, i luoghi comuni hanno un fondo di verità. Mi manca il basket. Che poi le mie scarpe son troppo grandi per stare appese al chiodo. Ho scoperto un sacco di nuove osterie e dei cari amici. Insieme,…

Cambiare è umano

Avvertenza: post breve, intimista e leggermente filosofeggiante. Non dite che non avevo avvisato. In questi giorni me ne hanno dette e scritte tante, ma nessuno accennava all’insonnia. In effetti sto dormendo poco, pensieri in corso impediscono il totale relax notturno. Penso di sapere il perché. A quanto pare cambio lavoro, dopo 5 anni e mezzo e spiccioli. Lascio la struttura che mi ha portato a trasferirmi nella città in cui vivo, in cui ho trovato amore, amici, passioni, casa e alcune buone osterie. Ancora oggi spesso è a loro che faccio riferimento per orientarmi nel centro storico, che le piazze si confondono ma dove il vino è buono te lo ricordi. Sensazioni multiple in questi giorni, un ciclo che si chiude, nostalgia per le persone che lasci, aspettativa e carica per il futuro, gli ovvi punti di domanda. Tante persone mi hanno scritto, ringraziato, dimostrato affetto e stima, in alcuni casi anche inaspettati. Tutte,…

Vette e karate

Week end di fine agosto, montagna friulana, d’inverno sarà la prima ad avere la neve, alta, altissima, candida come ogni neve, ma un po’ meno trendy di quella che cadrà sulle vicine Dolomiti di Veneto e Alto Adige. Il paese si riduce a poche strutture alberghiere, qualche escursionista passa con abbigliamento tecnico impeccabile, i motociclisti si sfogano lungo i tornanti approfittando dei caldi di fine stagione. Inizia qui il mio quarto anno di un percorso fisico e mentale, di crescita, che ha poco a che fare con lo sport, e molto a che fare con le persone. Un viaggio alla ricerca costante del miglioramento, senza giudici oltre a sè stessi, ma che si amplifica quando condiviso con gli altri. Stavolta niente cronometro a scandire emozioni, obiettivi e punteggi, sforzo e riposo. Un volantino ricevuto a casa al momento giusto – ok io i volantini li guardo, deformazione professionale, ma dev’essere…

Scelgo New York.

Se lavori nel mondo della comunicazione passi buona parte del tuo tempo a cercare il modo più originale, veloce ed efficace per suscitare l’effetto WOW nei tuoi clienti. Ti riesce meno del 10% delle volte in cui presenti un progetto, e in tutte hai dedicato pensiero, tempo, regalato sonno, sfiorato furibondi litigi con agguerriti direttori creativi, represso massicce dosi di stress. E poi vedi in chi hai di fronte quella sensazione mix di stupore/assenso/gratitudine/goduria. Emergo dalle scalette della metro che è sera da un po’, sono in viaggio dal mattino. Quando metto piede sulla 57th Street è così che mi sento, davanti alle mille luci di New York di film e romanzi, i grattacieli che ti fanno tirare il collo al cielo, e quella là in fondo che secondo me è Times Square. Ma no figurati. Invece sì. L’ordine di luoghi e avvenimenti nelle righe che seguono è del tutto casuale, frutto della mia scarsa inclinazione a…

California dreaming

È tutta colpa della tv. O almeno il sempre mitico Point Break, le più recenti Californication e Nip/Tuck e prima le serie adolescenziali O.C., Baywatch e Beverly Hills 90210, hanno influenzato per almeno 20 anni la mia aspettativa parziale, soleggiata ed estetica della California. Quindi i parchi di conifere nella mia mental-mappa approssimativa degli States erano posizionati più a nord-est, la neve poco contemplata, le temperature non scendevano mai sotto i 30 gradi, le spiagge brulicavano di surfisti, San Francisco stava lassù, invasa di tram sfreccianti tra colline e case colorate. C’ero quasi. Considerando Los Angeles un tema a parte, il tour è partito dalla zona che gli schemi cognitivi snobbano completamente. Sierra National Forest, dove arrivando dal Nevada scompare il deserto, il verde torna al comando, e io riprendo aria. Passaggio per Big Pine dopo gole e tornanti di montagna, e arrivo in salita a Mammoth Lakes – certamente…

Vegas.

Non avevo mai guidato nel deserto. Il nulla è affascinante e suggestivo, almeno per i primi 200 km di rettilineo. Poi ti rompi un po’ le palle. Aria condizionata glaciale, temperatura esterna oltre i 40 gradi, almeno il cruscotto fornisce indicazioni comprensibili, che la conversione da Fahrenheit mi è rimasta ostica per tutto il viaggio. 30 dollari di benzina e hai fatto il pieno del bellissimo Suv 3.0 preso a nolo, in omaggio breve corso del benzinaio che quasi schifato sintetizza il diesel come roba solo per Mercedes e furgoni. Tutto chiaro. All’improvviso nel deserto compaiono un grattacielo dorato, una castello delle fiabe, una piramide nera, i grattacieli di New York, un trenino sospeso, la Tour Eiffel e un Coca Cola store. Sobrietà, e benvenuto a Las Vegas, città del peccato. Non mi viene esattamente il termine, direi…che grandissima figata! Pensavo non ne valesse la pena, che ci sarà da…

She’s my wife (in L.A.)

Periodo piuttosto ricco di avvenimenti, cerimonie, promesse indissolubili, pranzi e voli transoceanici. Dopo 13 ore passate alla ricerca della posizione più adatta all’uomo che supera il metro e novanta nei posti taglia economy della rinomata compagnia tedesca, atterriamo a Los Angeles. Per fortuna c’è poca fila ai controlli, quasi due ore, una comitiva di studenti cinesi e sono pronto per l’interrogatorio dell’ufficiale in carica per il benvenuto ai turisti sul suolo United States of America. Finalmente realizzo. She’s my wife – rispondo (e non so se sto parlando all’omone in divisa che ho di fronte o a me stesso, ma mi suona piuttosto bene), all’ennessima domanda sul chi siamo, come mai siamo casualmente lì insieme, dove lavoriamo, e perchè nella stessa azienda, che intenzioni abbiamo, cosa prevede il nostro tour e soprattutto quando ce ne andiamo, Benvenuti. A quel punto siamo pronti, hanno ufficialmente inizio i nostri 15 giorni di…

Gommone, pagaia e celibato

Racconto sintetico e parzialmente reticente di 2 giorni in Val di Sole, località Dimaro, a circa 20 km dalla più nota Madonna di Campiglio, Trentino. Giorno 1: focus della trasferta, leggermente fuorimano per i partecipanti provenienti da Friuli e Toscana, il Rafting Center Val di Sole, destinazione poi dimostratasi ambitissima da gruppi di giovani maschi sull’orlo del definitivo abbandono del celibato e alla ricerca di weekend adrenalinici, ma sufficientemente convinti delle loro intenzioni coniugali per non indirizzarsi verso mete alternative che non avrebbero mai potuto dare origine a questo post. Un paio di tappe qua e là e alle 14.30 ci presentiamo al raduno con le guide. Oltre a noi, una trentina di ragazzi, uno ha una parrucca fucsia e uno indossa un costume da bagno rosa da donna. Per fortuna non sono io. Ognuno ha gli amici che si merita. Maglietta e costume. Sopra ci mettiamo la muta, una…

L’insostenibile mancanza della t-shirt asciutta in fondo allo zaino

I preparativi (minuziosi). Il primo pensiero va allo scarpone da sci che hai rinchiuso in cantina e per i prossimi 9 mesi non ti farà del male. Il cugino estivo è un tipo amichevole, leggero e con colori limitatamente eccentrici, quasi familiare per quella banale chiusura a lacci con solo un paio di gancetti nella parte alta. Cerca di darsi un tono professional. Poi c’è lo zaino, verde acido, di lui sei molto orgoglioso. L’hai acquistato in un negozio dell’Alto Adige, dove di montagna ne sanno davvero. Sagomato per la schiena, laccetti e tasche nascoste, capienza dichiarata 25 litri. Ti è sempre sembrato piuttosto piccolo, ma nel disperato tentativo di evitare la dissonanza cognitiva data dalla memoria del prezzo, non avrai mai il coraggio di ammetterlo con te stesso. Quello che serve, ci sta. L’avvicinamento (lento). Radunati i partecipanti all’escursione, inizia il trasferimento verso il punto di partenza. Il bagagliaio…

Per gli uomini è più facile

Breve cronaca del tour propedeutico all’esibizione di un abito piuttosto figo che ospiti distratti dal femminile guarderanno di sfuggita – e ricorderanno di meno – ma che avrà di certo un futuro scintillante nell’ala luxury del tuo armadio, in attesa di una poco probabile occasione futura in cui essere solo al centro dell’attenzione. Lei ha tagliato il traguardo. L’allenamento è stato lungo, l’eleborazione della tattica complessa, i sopralluoghi numerosi, le personal (fashion) trainer propositive e piagnucolose. Ma alla fine ce l’ha fatta. A questo punto ti dici che puoi di nuovo rilassarti, ritrovare la serenità, dimenticare l’ansia da prestazione che aleggiava in soggiorno, buttare le centinaia di riviste trabordanti di fate in bianco dallo sguardo sognante avvolte in pizzi e lustrini. E invece ti sbagli, perchè ora tocca a te. Top 5 delle più ascoltate dell’ultimo mese: Ma tanto poi tu lo riusi. (certo, ogni giorno vado al lavoro vestito…

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