Ingirocongira

L’insostenibile mancanza della t-shirt asciutta in fondo allo zaino

I preparativi (minuziosi). Il primo pensiero va allo scarpone da sci che hai rinchiuso in cantina e per i prossimi 9 mesi non ti farà del male. Il cugino estivo è un tipo amichevole, leggero e con colori limitatamente eccentrici, quasi familiare per quella banale chiusura a lacci con solo un paio di gancetti nella parte alta. Cerca di darsi un tono professional. Poi c’è lo zaino, verde acido, di lui sei molto orgoglioso. L’hai acquistato in un negozio dell’Alto Adige, dove di montagna ne sanno davvero. Sagomato per la schiena, laccetti e tasche nascoste, capienza dichiarata 25 litri. Ti è sempre sembrato piuttosto piccolo, ma nel disperato tentativo di evitare la dissonanza cognitiva data dalla memoria del prezzo, non avrai mai il coraggio di ammetterlo con te stesso. Quello che serve, ci sta. L’avvicinamento (lento). Radunati i partecipanti all’escursione, inizia il trasferimento verso il punto di partenza. Il bagagliaio…

Per gli uomini è più facile

Breve cronaca del tour propedeutico all’esibizione di un abito piuttosto figo che ospiti distratti dal femminile guarderanno di sfuggita – e ricorderanno di meno – ma che avrà di certo un futuro scintillante nell’ala luxury del tuo armadio, in attesa di una poco probabile occasione futura in cui essere solo al centro dell’attenzione. Lei ha tagliato il traguardo. L’allenamento è stato lungo, l’eleborazione della tattica complessa, i sopralluoghi numerosi, le personal (fashion) trainer propositive e piagnucolose. Ma alla fine ce l’ha fatta. A questo punto ti dici che puoi di nuovo rilassarti, ritrovare la serenità, dimenticare l’ansia da prestazione che aleggiava in soggiorno, buttare le centinaia di riviste trabordanti di fate in bianco dallo sguardo sognante avvolte in pizzi e lustrini. E invece ti sbagli, perchè ora tocca a te. Top 5 delle più ascoltate dell’ultimo mese: Ma tanto poi tu lo riusi. (certo, ogni giorno vado al lavoro vestito…

Polish edition

Trieste – Monaco: volare sopra le Alpi innevate al tramonto regala una vista unica. Monaco – Varsavia: arrivi in serata, ti fermi tre giorni per lavoro. Fuori fa caldo, è gennaio e ti aspettavi un mucchio di neve (che in effetti c’era fino alla notte precedente, quando la pioggia ti ha fatto la cortesia di cancellarla). Resta che il tuo giubbotto pesante è fuori luogo. Hotel piacevole, di corsa al ristorante al piano terra perchè la fame è inferiore solo alla tua sete. Birra polacca alla spina, da 0.5 l, grazie me la porti subito che me ne hanno parlato molto bene (nella mitologia è inferiore per l’italiano maschio medio solo all’avvenenza della popolazione femminile locale). Ordino la carne: tentativo di presentazione Masterchef fallito. Chissenefrega, il sapore è buono e il purè anche. Notte quasi insonne per temperatura tropicale in camera, poi pronti per la giornata. Di Varsavia purtroppo ho…

Il sabato dello sciatore

Cerchi la giusta angolatura. Pieghi una gamba, sposti il peso sull’altra, la caviglia ruota in modo innaturale. Stai facendo del male a te stesso, ma sai che è per una buona causa. Poi ci riesci, infili il primo scarpone, e ti dici che ormai sei a metà strada. Il pensiero successivo va alla grande soddisfazione che ti aspetta a fine giornata, quando fiero di te stesso per l’onesta prova atletica – non sei più un ragazzino – e per essere sopravvissuto al pranzo vergognosamente ipercalorico, potrai goderti il piacere liberatorio nell’allentare i mille ganci, togliere i fedeli scarponi e riacquisire la sensibilità dei piedi. Il tuo sabato da sciatore in realtà è iniziato molto prima. Fuori era ancora buio, la sveglia è suonata un’ora e mezza prima del solito. Hai troppo sonno per trovare la moka, ma sai che ne varrà la pena, quando per primo affronterai una pista intatta…

Krampus sarai tu

Ma come, non conosci i Krampus? – Ho risposto che no, non avevo mai avuto il piacere. Certo, ne ho sentito parlare, e sono quasi sicuro che un cliente li abbia fortemente voluti in una brochure che raccontava il territorio. Il Friuli, quello di montagna, e le sue valli nella zona di Tarvisio e Pontebba. Il fatto è questo: le persone che tentavano di stimolare il mio senso di colpa per imbarazzante impreparazione relativa a una tradizione così fondamentale, stavano in realtà cercando qualcuno che le accompagnasse in quel di Tarvisio, il sabato pomeriggio di San Nicolò, a guerreggiare tra la troppa folla addensata verso i pochi parcheggi. Temperatura esterna 1°C. Non c’è nemmeno un po’ di neve per godersi il paesaggio – ho provato ad obiettare. – Poi andiamo a cena da Ilija. – D’accordo, mi avete convinto. La verità è che per noi “cittadini” udinesi d’origine, o d’adozione…

Al primo post

Eccolo qui, inaspettato fino a poche settimane fa, prendere forma sullo schermo di un vecchio pc che sta per vedere il suo ottavo Natale (il maledetto è tenace, non vuole rassegnarsi all’ultimo scaffale nello sgabuzzino degli orrori). Per alcuni giorni ho anche pensato di non scriverlo, che tanto a nessuno gliene frega nulla del primo post. La verità è che il mix di passione per la scrittura, nuove idee, entusiasmo, lista delle prime cose da raccontare, oltre alla capiente secchiata di vanità da cui ti lasci sommergere quando decidi di aprire un blog, scompaiono istantaneamente quando ti rendi conto che è il momento di scriverlo davvero. Evitando le banalità (chi ben comincia…). Senza andare fuori tema (dai, non subito almeno). Invogliando il lettore a leggere anche il secondo, per mettergli per un istante il dubbio se fare o meno lo sforzo di salvarti tra i preferiti del suo browser. Al…

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