L'osteriachecercavo

Per soli uomini

Ricevo un invito su whatsapp: “la prossima settimana andiamo da Irma, soli uomini”. Posso spiegarti tutto, le cose non sono come sembrano. Impossibile tirarsi indietro. Di cena si tratta, con la partecipazione della ristretta cerchia dei componenti maschi della famiglia. La scelta è di genere, ma più che altro di stomaco. Perché da Irma si mangia forte, solo ed esclusivamente carne chianina, nelle sue molteplici forme. E non si fanno prigionieri. La nostra aveva un nome tipo “Carla”, bestia di 4 anni. L’ho già scritto che non siamo vegani? Infrasettimanale, destinazione Ruscletto, San Vito di Fagagna (UD). Se ci vuoi andare il weekend ti metti in coda come per il mare a Ferragosto. Dal nulla spunta un locale niente male, elegante all’ingresso, più rustico in sala. Il titolare è piuttosto espansivo, ti racconta della mucca, del vino, della sua vita e anche della tua se gliene dai il tempo. Lavora con passione, e il risultato non tarda…

Helvetica e ossibuchi

Premessa n°1, per gli amici art director & affini: lo so, il logo del Ca’ Landello non è in Helvetica. Ma fidatevi, all’interno del locale è un tripudio. Premessa n°2, per i gourmand: questo post è senza foto. La gola è stata più rapida della fotocamera. I delusi si consolino su giallozafferano, a tutti gli altri consiglio l’esperienza diretta. Due sere fa un amico appassionato di vino e buona cucina mi assicura di aver trovato un buon posto per fermarci a cena. Nulla di strano se non fossimo in una zona desolata di quel Veneto poco glamour che attira le folle solo grazie ad un outlet bordo autostrada. La rinomata Noventa di Piave è lì a un passo. Tra il via vai del casello autostradale e il nulla dei campi d’inverno, compare incomprensibilmente un bel casolare ristrutturato con gusto. L’insegna fuori dice “trattoria”, promette bene. Interno rustico ma curato, bottiglie…

Il siciliano delle Valli

Sono andato a controllare, metti che mi ero perso qualcosa. E in effetti a Cividale ci sono passati davvero in tanti: celti, romani, longobardi, veneziani, austriaci, tedeschi, sloveni, vari ed eventuali. A questo punto non vedo perchè farsi mancare un siciliano. E in effetti a cercarlo bene… si nasconde tra i vicoli, usa un nome indigeno per non destare sospetto, si fa presentare da signore friulane doc. Ma alla fine, quando si allontana dai fornelli per un saluto ai clienti che ha sapientemente nutrito, il baffo nero e la carnagione scura lo smascherano. Lo chef al comando della cucina è un siciliano vero, e i piatti non mentivano. I sapori della cucina mediterranea da queste parti sono purtroppo una rarità, e questo già basterebbe ad apprezzare una proposta per assurdo meno frequente dei vari uramaki, chili piccante, cheeseburger farcito con salsa Inferno e pollo funghi e bambù. Se poi l’atmosfera…

Da Santine, a Pradandons.

Il 27 dicembre è uno di quei giorni fatti per dimenticare piatti trabordanti, centrotavola da competizione e tasso alcolico sovraeccitato. È pensato per concedere una tregua al proprio fegato e rassicurarlo sul fatto che le azioni intraprese non hanno coscienti finalità autodistruttive. Che poi lo sai, è pura illusione, l’ultimo dell’anno è già vicino e di nuovo sarai preda degli eventi. Col senno di poi, una pausa gastronomica sarebbe stata raccomandabile. Ma poi guardi il calendario e ci leggi “vacanza”, controlli le stoviglie e le sai ancora stanche dalla maratona dei giorni precedenti. Al frigo non ti avvicini nemmeno, già conosci la schiacciante dominanza degli avanzi sui cibi salutari. Non ti resta che uscire a pranzo. Pradandons, nome di località sconosciuta all’accensione del motore, mi ha subito affascinato per la sonorità morbida della parola. Vista sulla mappa è una frazione di una frazione, a nord di Udine e a sud…

Navigate