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Scelgo New York.

Se lavori nel mondo della comunicazione passi buona parte del tuo tempo a cercare il modo più originale, veloce ed efficace per suscitare l’effetto WOW nei tuoi clienti. Ti riesce meno del 10% delle volte in cui presenti un progetto, e in tutte hai dedicato pensiero, tempo, regalato sonno, sfiorato furibondi litigi con agguerriti direttori creativi, represso massicce dosi di stress. E poi vedi in chi hai di fronte quella sensazione mix di stupore/assenso/gratitudine/goduria. Emergo dalle scalette della metro che è sera da un po’, sono in viaggio dal mattino. Quando metto piede sulla 57th Street è così che mi sento, davanti alle mille luci di New York di film e romanzi, i grattacieli che ti fanno tirare il collo al cielo, e quella là in fondo che secondo me è Times Square. Ma no figurati. Invece sì. L’ordine di luoghi e avvenimenti nelle righe che seguono è del tutto casuale, frutto della mia scarsa inclinazione a…

Da Santine, a Pradandons.

Il 27 dicembre è uno di quei giorni fatti per dimenticare piatti trabordanti, centrotavola da competizione e tasso alcolico sovraeccitato. È pensato per concedere una tregua al proprio fegato e rassicurarlo sul fatto che le azioni intraprese non hanno coscienti finalità autodistruttive. Che poi lo sai, è pura illusione, l’ultimo dell’anno è già vicino e di nuovo sarai preda degli eventi. Col senno di poi, una pausa gastronomica sarebbe stata raccomandabile. Ma poi guardi il calendario e ci leggi “vacanza”, controlli le stoviglie e le sai ancora stanche dalla maratona dei giorni precedenti. Al frigo non ti avvicini nemmeno, già conosci la schiacciante dominanza degli avanzi sui cibi salutari. Non ti resta che uscire a pranzo. Pradandons, nome di località sconosciuta all’accensione del motore, mi ha subito affascinato per la sonorità morbida della parola. Vista sulla mappa è una frazione di una frazione, a nord di Udine e a sud…

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