friuli

3 Posts Back Home

Vette e karate

Week end di fine agosto, montagna friulana, d’inverno sarà la prima ad avere la neve, alta, altissima, candida come ogni neve, ma un po’ meno trendy di quella che cadrà sulle vicine Dolomiti di Veneto e Alto Adige. Il paese si riduce a poche strutture alberghiere, qualche escursionista passa con abbigliamento tecnico impeccabile, i motociclisti si sfogano lungo i tornanti approfittando dei caldi di fine stagione. Inizia qui il mio quarto anno di un percorso fisico e mentale, di crescita, che ha poco a che fare con lo sport, e molto a che fare con le persone. Un viaggio alla ricerca costante del miglioramento, senza giudici oltre a sè stessi, ma che si amplifica quando condiviso con gli altri. Stavolta niente cronometro a scandire emozioni, obiettivi e punteggi, sforzo e riposo. Un volantino ricevuto a casa al momento giusto – ok io i volantini li guardo, deformazione professionale, ma dev’essere…

L’insostenibile mancanza della t-shirt asciutta in fondo allo zaino

I preparativi (minuziosi). Il primo pensiero va allo scarpone da sci che hai rinchiuso in cantina e per i prossimi 9 mesi non ti farà del male. Il cugino estivo è un tipo amichevole, leggero e con colori limitatamente eccentrici, quasi familiare per quella banale chiusura a lacci con solo un paio di gancetti nella parte alta. Cerca di darsi un tono professional. Poi c’è lo zaino, verde acido, di lui sei molto orgoglioso. L’hai acquistato in un negozio dell’Alto Adige, dove di montagna ne sanno davvero. Sagomato per la schiena, laccetti e tasche nascoste, capienza dichiarata 25 litri. Ti è sempre sembrato piuttosto piccolo, ma nel disperato tentativo di evitare la dissonanza cognitiva data dalla memoria del prezzo, non avrai mai il coraggio di ammetterlo con te stesso. Quello che serve, ci sta. L’avvicinamento (lento). Radunati i partecipanti all’escursione, inizia il trasferimento verso il punto di partenza. Il bagagliaio…

Da Santine, a Pradandons.

Il 27 dicembre è uno di quei giorni fatti per dimenticare piatti trabordanti, centrotavola da competizione e tasso alcolico sovraeccitato. È pensato per concedere una tregua al proprio fegato e rassicurarlo sul fatto che le azioni intraprese non hanno coscienti finalità autodistruttive. Che poi lo sai, è pura illusione, l’ultimo dell’anno è già vicino e di nuovo sarai preda degli eventi. Col senno di poi, una pausa gastronomica sarebbe stata raccomandabile. Ma poi guardi il calendario e ci leggi “vacanza”, controlli le stoviglie e le sai ancora stanche dalla maratona dei giorni precedenti. Al frigo non ti avvicini nemmeno, già conosci la schiacciante dominanza degli avanzi sui cibi salutari. Non ti resta che uscire a pranzo. Pradandons, nome di località sconosciuta all’accensione del motore, mi ha subito affascinato per la sonorità morbida della parola. Vista sulla mappa è una frazione di una frazione, a nord di Udine e a sud…

Navigate